La fine della fede: è possibile farne a meno?

Nuovi Mondi Media pubblica in Italia La Fine della fede. Religione, terrore e il futuro della ragione di Sam Harris. Best seller del New York Times per oltre trenta settimane, La fine della fede è una sfida aperta all’irrazionalismo religioso, destinato a scatenare anche in Italia molte polemiche, dopo gli accesi dibattiti negli Stati Uniti e in Inghilterra. Scontri tanto aspri che lo stesso editore, sorpreso dalle posizioni talvolta estreme espresse da Harris, a tratti oltre il limite dell’intolleranza, precisa in una nota: «Pur dissociandoci in parte dai contenuti di questo libro, riteniamo che la sua pubblicazione possa contribuire al dibattito sulla laicità».

Come un moderno Lucrezio, Sam Harris intende liberare gli uomini dalle superstizioni religiose. L’autore si pone la domanda che nei momenti più bui in molti si pongono: ma non sarebbe meglio che le religioni non esistessero? Harris mette in discussione il dogmatismo e lo stesso concetto di tolleranza, uno dei pilastri del liberalismo politico: nella contrapposizione di fedi, ognuna vera per sé stessa, proprio i moderati fanno il gioco dei fondamentalisti. Per combattere l’integralismo religioso che degenera in violenza occorre per l’autore recuperare un senso del vero razionale e accantonare ogni tesi mistica e superstiziosa, priva di fondamenti verificabili.

Harris, servendosi delle sue conoscenze di neuroscienza, attribuisce alla spiritualità e al bisogno religioso origini biologiche, che affondano le proprie radici nell’atavica volontà di costruire comunità solidali fondate sul bene comune, senza dover necessariamente ricorrere a giustificazioni di tipo religioso.

Un mondo senza religioni è dunque possibile? Forse, ma lo spirito religioso fa parte dell’uomo da sempre, geneticamente o no, e non è mai venuto meno: polemizzare con la realtà è un dibattito, per quanto intrigante, piuttosto inutile.

Sam Harris, LA FINE DELLA FEDE
Ed. Nuovi Mondi Media, 2006 - 264 pagine
Prezzo di copertina: € 18,50