Mozart censurato: «Offende l'Islam»

Ha a dir poco dell’incredibile la scelta della «Deutsche Oper» di Berlino di togliere dal cartellone Idomeneo, re di Creta di Wolfgang Amadeus Mozart, per la scena in cui si esibisce la testa mozzata di Maometto, peraltro insieme a quella del Cristo.

Scelta motivata da un moto di ribellione cristiano? Certo che no, e ad affiancare la guerra preventiva arriva la paura preventiva: il timore era quello di irritare la sin troppo frequente suscettibilità islamica.

Duro il commento del cancelliere tedesco Angela Merkel. «L’autocensura dettata dalla paura non è accettabile. Dobbiamo fare attenzione a non indietreggiare sempre di più davanti alla paura di fondamentalisti violenti», ha avvertito. La vicenda è finita in prima pagina sui giornali tedeschi, che pressochè all’unanimità condannano la decisione della soprintendente Kirsten Harms, l’autrice del “vil rifiuto”.

Divisione invece nella compagine di quella che si è temuto potesse divenire la parte lesa. Il presidente delle comunità turche in Germania, Kenan Kolat, ha parlato di decisione «scandalosa» che «sottomette l’arte alla religione come avveniva nel Medio Evo». Di avviso opposto si è dichiarato invece il segretario generale delle comunità islamiche, Ali Kizilkaya, il quale ha spiegato che per «motivi di sensibilità» nei riguardi dei musulmani lo spettacolo non sarebbe mai dovuto andare in scena.

Se la sovrintendente teatrale che ha azzerato Mozart soffra di attacchi isterici o se la sia fatta sotto, per citare alcuni prosaici commenti di cui l’hanno gratificata in patria, non è dato saperlo. Quello che appare invece certo è che, per non urtare la sensibilità dei fanatici, ormai ogni pretesto è buono per fare un passo indietro, rinununciando a un pezzo dopo l’altro di libertà di espressione, di parola, di cultura, di arte, di idee. A quando la soppressione della Butterfly, nel timore di offendere il nipponico amor proprio? Di Mozart ci rimane il Requiem: teniamocelo stretto, ci servirà.