
Si avvia (forse e finalmente) al termine l’annosa vicenda di Monsignor Emmanuel Milingo, già assurto agli altari della cronaca per essersi sposato secondo il rito di una setta e autore di vari “fughe” da conventi e chiese, l’ultima da Zagarolo, nei pressi di Roma, dove viveva e celebrava messa. In queste ore il Vaticano ha annunciato di aver iniziato la procedura di scomunica per Milingo a causa della «condizione di irregolarità e di progressiva aperta rottura della comunione con la Chiesa».
L’ultima sfida di Milingo alla gerarchia ecclesiastica è stata l’ordinazione di quattro vescovi sposati, come lui facenti parte di quella che la Chiesa definisce come «una nuova associazione di sacerdoti coniugati» che sta seminando «divisione e sconcerto tra i fedeli». Nella nota della Santa Sede si legge come, insieme ai quattro neo-vescovi «è incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal Canone 1382 del Codice di diritto canonico».
L’ordinazione della discordia è avvenuta ieri a New York, dove Milingo ha ordinato quattro nuovi “vescovi sposati”, appartenenenti al movimento «Married Priests Now» fondato negli Usa nel luglio di quest’anno dallo stesso arcivescovo.
Se in passato il caso-Milingo era legato alle cosiddette “messe di guarigione”, agli esorcismi di forte impronta africana ma che avevano trovato un forte consenso anche in Italia, dopo il matrimonio contratto con Maria Sung, avvenuto nell’alveo della setta del reverendo Moon, Milingo torna ora all’attacco entrando in diretta collisione con il Vaticano e rompendo in modo esplicito la regola del celibato, mentre proprio questa norma è oggi al centro di numerosi e accesi dibattiti.














