
Case costruite su terreni vincolati, in aree catalogate come patrimonio dell’umanità, che fanno del marchio Unesco un valore aggiunto sul mercato dell’abusivismo. Senza vergogna.
Estate da incubo per i siti del nostro Paese. Dai centri storici snaturati dal turismo di massa come San Gimignano, che ad agosto ha registrato un tale incremento di presenze “mordi e fuggi” da far temere per la sopravvivenza del borgo stesso, alle 42 villette con piscina pronte ad essere edificate a Corniglia, nelle Cinque Terre, in quel fragile lembo di Liguria ancora immune (o quasi) dagli sfregi del cemento, l’intera lista italiana dei 41 siti che vantano il marchio di patrimonio dell’umanità gode di cattiva salute. L’ultima minaccia ha luogo a Matera, dove Legambiente ha denunciato la costruzione di un parcheggio sotto i Sassi, inseriti nella lista Unesco nel 1993, recuperati, restaurati, ora di nuovo in pericolo.
Ci sono poi luoghi che potrebbero essere espulsi dalle liste del patrimonio mondiale, come Lipari, dove tuttora non è risolta l’annosa questione delle cave di pomice, o l’area delle Ville Palladiane, se verrà approvato il progetto di un’autostrada che dovrebbe tagliare in due tutta la zona, e quindi distruggere giardini e paesaggi. La perdita del “marchio Unesco” non è cosa da poco, se si pensa che poter scrivere su un depliant che quel borgo, quel castello, quel centro storico, quell’isola fanno parte del world heritage, fa aumentare del 30% i flussi turistici.
Cementificazione bipartisan, se è vero che si percepiscono ora gli effetti del condono approvato dal governo Berlusconi, e sindaci di tutti i colori politici (come il sindaco Ds di Monticchiello) promuovono e difendono le deturpazioni (nel caso del paesino toscano, un nuovo insediamento abitativo di 95 villette già in costruzione alle porte del minuscolo borgo di 150 abitanti, vendute con la segnalazione che si tratta di appartamenti che “sorgono in una zona definita patrimonio dell’umanità”. E la deturpazione diventa un vanto!).
«Il marchio dell’Unesco - spiega Giovanni Puglisi, presidente della commissione italiana per l’Unesco - ha una forte valenza culturale e simbolica, e la commissione può decidere di espellere dalla lista i siti non adeguatamente tutelati, ma sugli abusi devono intervenire le soprintendenze e le procure della Repubblica, e ci vogliono sanzioni forti». Intanto tra e sopra le vestigia dell’umanità spuntano residence, alberghi, casette a schiera, campi da tennis. Colate di cemento a coprire la nostra storia.













