Rapporto incociliabile?

Tivù e intellettuali. La prima accusa i secondi di snobismo, i secondi la prima di essere in odore di immondizia. Con la nuova stagione dei reality ormai alle porte, perché quando si parla di televisione-spazzautra ad essi corre il pensiero, a riattizzare gli animi arriva l’ultimo libro di Sebastiano Vassalli, La morte di Marx e altri racconti, che conta ventuno apologhi con tanto di morale esplicita (gli autentici racconti hanno la morale implicita) che vertono sugli argomenti più disparati, dalle automobili, alla democrazia, dai reality show all’immigrazione clandestina e altri argomenti d’attualità.

Gradevoli da leggere e come spunti di rilflessione, paiono per la verità un po’ datati, in una sorta di “scoperta dell’acqua calda”. Inutile dire che innumerevoli scrittori hanno già raccontato questo mondo, su cui ormai rimane ben poco da dire.

Dei reality Vassalli si occupa nel racconto “Rocco del Grande Fratello”. La voce narrante è quella di Ketty, una commessa di supermercato, che racconta di aver incontrato Rocco, uno dei protagonisti della prima edizione del più popolare - e controverso - dei reality, e di avere provato una grande emozione. «Mi ha trafitto ma non credo che mi abbia vista. Non ho niente, io, che possa attirare l’attenzione di una persona famosa! Mi sono voltata, e ho visto Rocco che continuava a camminare in un’aureola di luce. Dove stava andando? Dove vanno gli uomini famosi quando camminano per strada?». Ketty, come è evidente, parla una lingua non realistica, stilizzata per gli scopi polemici dell’autore, che vuole sottolineare l’assurda notorietà che deriva dai reality e l’enfatica sottomissione delle masse.

Si va avanti per stereotipi, con Vassalli che non ha il tempo, o la voglia, di ascoltare le commesse vere: qui le commesse sono solo il soggetto di una parabola, come il figliol prodigo della Bibbia o il Candido di Voltaire.

La televisione, da parte degli scrittori, sembra sempre vista dalla luna, soprattutto quelle trasmissioni che più simboleggiano quella parte del mondo televisivo innegabilmente non sempre edificante: talk e reality. C’è sempre, sottinteso o meno, un sorrisetto, «sappiamo che questa è spazzatura… Dio mio dove siamo arrivati». C’è sempre, implicito o meno, il riferimento a una qualità artistica o umana tradita.

Romanzi, questi, forse lontani da quelli inclusivi delle origini aperti a tutte le barbarie e le sottoculture. Compito della letteratura è di capire, prima di risentirsi, scongiurando il rischio di inquinare anche la resistenza morale contro la deriva consumistica e post-moderna con un inutile e dannoso apriorismo apocalittico e nevrotico.

Sebastiano Vassalli, LA MORTE DI KARL MARX E ALTRI RACCONTI
Ed. Einaudi, 2006 - 186 pagine
Prezzo di copertina: € 16,50