
“L’idea di morire non mi fa paura. Glielo confesso con serenità: al posto della paura io sento una specie di malinconia, una specie di dispiacere che offusca il mio senso dell’umorismo. Mi dispiace morire, sì. E non dimentico mai ciò che Anna Magnani mi disse tanti anni fa. «Oriana mia! Non è giusto morire, visto che siamo nati!» Non dimentico nemmeno che quell’ingiustizia è toccata a miliardi e miliardi di esseri umani prima di me, che toccherà a miliardi e miliardi di esseri umani dopo di me. Però mi dispiace lo stesso. Amo troppo la Vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la Vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere il regalo dei regali. Anche se si tratta d’un regalo molto difficile, molto faticoso. A volte, doloroso. E con la stessa passione odio la Morte. La odio più d’una persona da odiare, e verso chi ne ha il culto provo profondo disprezzo. Il fatto è che pur conoscendola bene, la Morte non la capisco. Capisco soltanto che fa parte della Vita, e che senza lo spreco che chiamo Morte non ci sarebbe la Vita.”
[Oriana Fallaci intervista sé stessa, di Oriana Fallaci]
La scrittrice e giornalista si è spenta la notte scorsa in un ospedale di Firenze. Aveva 77 anni. Da molti anni lottava contro un cancro da lei definiva L’Alieno. La scrittrice era ricoverata già da qualche giorno in un ospedale fiorentino dove, secondo sue precise disposizioni, la degenza è avvenuta nel più stretto riserbo. Alle sue esequie della Fallaci, per sua espressa volontà, parteciperanno solo la sorella con i nipoti.
Scrittrice controversa, mai politically correct, sempre schietta, la si amava o la sia odiava. Molte le polemiche e i dibattiti sollevati dai suoi libri e articoli pubblicati dopo gli attentati dell’11 settembre, in “difesa della cultura occidentale”, una posizione di netta contrapposizione al fondamentalismo islamico. Per tutta la vita aveva espresso opinioni anticlericali, ma negli ultimi anni si è avvicinata al Cattolicesimo, fino a dichiarare pubblicamente la sua ammirazione verso Benedetto XVI. Il 27 agosto del 2005 il Papa l’aveva ricevuta a Castel Gandolfo in udienza privata.
Nel marzo dello scorso anno, era stata promossa una raccolta firme per chiedere al Presidente della Repubblica di conferire alla Fallaci il titolo di senatore a vita. L’appello era stato sottoscritto da oltre 75.000 persone.
Lunga e avventurosa la vita di Oriana Fallaci. Ma è rimasto immutato in tutti gli anni di viaggi e di permanenza all’estero il suo amore per la Toscana. Una donna dura, combattiva e contrastata, che amava la sua Firenze di un amore sconfinato. Voleva morire a Firenze. Così è stato.














Una gran donna, comunque la si voglia giudicare.
Comment by Enrica — 18 September 2006 @ 11:30 pm