Fumetti e graphic journalism

In occasione del quinto anniversario dell’attacco terroristico alle Twin Towers di New York, l’editore Alet di Padova ha annunciato di aver acquisito i diritti di pubblicazione di The 9/11 Report. A Graphic adaptation, la prima graphic non-fiction che racconta la tragedia dell’11 settembre, appena uscita negli Usa, in Inghilterra e in Germania, e in arrivo in Italia.

L’opera, che inaugura il genere del graphic journalism, una sorta di fumetti “impegnati” e d’attualità, è firmata da Sid Jacobson e Ernie Colon, due penne eccellenti della Marvel (la stessa di Spiderman, X-Men, Hulk e Daredevil), con lo scopo di raccontare quel giorno alle nuove generazioni - ma non solo - nel modo più accessibile. Il loro principale compito sarà quello di tradurre le circa 600 pagine del Rapporto della Commissione Americana sull’11 settembre pubblicato nel 2004, in 144 pagine di immagini molto asciutte e sobrie, che racconteranno parallelamente la storia dei quattro aerei dirottati e le tristi vicissitudini vissute dai passeggeri.

Grande risalto sarà naturalmente dato ai passeggeri dell’aereo United 93, il velivolo che si schiantò in Pennsylvania, ma che secondo il progetto dei dirottatori doveva essere scagliato sulla Casa Bianca. Ma come dimostra il fumetto, grazie all’eroicità dei passeggeri, ciò non avvenne. Già protagonisti di un recente film, saranno rappresentati in scene crude ed “eroiche”, coperti di sangue mentre lottano con i dirottatori armati di coltelli: «Dobbiamo fermarli! Due aerei si sono schiantati contro il World Trade Center», dice uno dei passeggeri, mentre sta per colpire con un pugno un dirottatore che ha accoltellato un altro passeggero alla schiena.

L’editore Thomas LeBien è sicuro che grazie al fumetto i dettagli di questa immane tragedia saranno conosciuti anche da persone che non si interessano ai problemi politici e internazionali. «Credo che abbiamo preso un documento terribilmente importante - dichiara LeBien - che spero ogni americano leggerà, e lo abbiamo reso in un modo che lo rende più semplice da capire. Anche se è stato un bestseller, il rapporto ufficiale della Commissione d’inchiesta non è stato letto da abbastanza americani».

[Post segnalato da LiberoBlog]