Vittime di un mal d'Africa lontano

Tra il 1969 e il 1972 sei astronavi raggiunsero il suolo lunare. A bordo di ognuna, tre uomini: uno che restava in orbita sul modulo e due che scendevano a terra. Furono dodici in tutto gli uomini che hanno camminato sulla Luna, anche se si ricordano soprattutto i primi due, Armstrong e Aldrin, e le parole del primo quando scese nel Mare tranquillitatis, il Mare della tranquillità: «Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità».

In tre anni, quella che sembrava essere iniziata come la più grande avventura dell’umanità finì, sulla Luna non ci andò più nessuno (troppi pericoli, troppe difficoltà tecniche, costi troppo elevati) e l’uomo da un lato volse gli occhi verso altri pianeti, scienza e fantascienza si spostarono più lontano, verso Marte, e dall’altro lato si finì per ridurre gradualmente le immani spese legate alla corsa allo spazio, persuaso anche del fatto che non c’era più alcuna gara da vincere con i rivali della Guerra Fredda.

Che fine hanno fatto quei dodici uomini, quei dodici space cowboy? Sono rimasti in nove. E non sono messi bene. A svelarcene i dettagli ha pensato Andrew Smith, che ha messo insieme un’inchiesta irresistibile, completa e scritta con rara abilità su questi nove uomini, dando probabilmente vita al miglior libro mai scritto sull’avventura dell’uomo sulla Luna dalle origini a oggi.

Ci si chiede innanzitutto come nacque il progetto spaziale, qual era il clima in quel fatidico ‘69, che tipo di America (e di mondo) seguì quella e le imprese successive, come e perché nacquero le teorie dei “complottisti” del falso allunaggio e della grande bufala, come vennero reclutati scienziati con un passato nazista pur di sorpassare i russi nella corsa allo spazio, chi erano tutte le altre comparse che non passarono alla storia perché rimasero a guidare il modulo spaziale anziché scendere o che furono scartati dalla missione: tutte informazioni e testimonianze raccolte di prima mano dall’autore.

Ma soprattutto una domanda suscita curiosità nel moderno appassionato: cosa fanno ora quei nove, eroi di un’altra era? Uno è una specie di guru new-age rimasto folgorato dall’esperienza dell’universo che si schiude, un altro è manager di sé stesso e occupa posti di rilievo svuotati di potere grazie al suo nome, altri si sono persi a parlare in convention di fan di Star Trek.

Aldrin e Duke si attaccarono alla bottiglia, quasi tutti divorziarono, Bean non fece altro che continuare a dipingere quadri che avevano come soggetto la Luna. Lo stesso Armstrong fu forse quello che pagò di più il prezzo della sua celebrità trincerandosi in un silenzio maniacale, di chi non riesce a tollerare l’eterno ripetersi della stessa domanda: «Che cosa hai provato quando sei sceso sulla Luna?»

Per tutti vale una testimonianza: «Non riesco più ad appassionarmi alle cose prima di Apollo 11. Mi sento preda di un tedio terrestre che non sopporto, ma che sembro incapace di evitare», un mal d’Africa spostato 384.400 km più lontano. E come in Africa, quando si è stati sulla Luna la polvere, una polvere lunare, magica, resta impigliata nei vestiti, ma tornati sulla Terra lentamente comincia a cadere e lascia solo la realtà.

Smith Andrew, POLVERE DI LUNA. La storia degli uomini che sfidarono lo spazio
Cairo Publishing, 2006 - 399 pagine
Prezzo di copertina: € 17,00

[Post segnalato da LiberoBlog]