
Un giovane liceale di Reggio Calabria, Alessandro Laganà, mi chiede se si possono stabilire delle regole che facciano prevedere come il significato di una parola possa, o meglio debba cambiare. Gli rispondo che non è possibile predisporre a priori delle regole. Il cambiamento non segue percorsi obbligati. Non si possono stabilire i principi generali che regolano la rotta del senso. Al massimo si può osservare che un movimento ricorrente quanto al mutare del significato, consiste nello scivolamento dal concreto all’astratto o viceversa. Oppure osservare che le parole cambiano il significato assecondando un moto di restringimento, di specializzazione del senso. Il verbo it. annegare, fr. noyer, è un restringimento, o meglio una specializzazione del lat. necare «uccidere», ma «per mezzo dell’acqua».
Il movimento va molto spesso verso l’attenuazione, da un significato più forte a un significato più debole. O viceversa. Ci sono parole che assumono un significato più forte di quello che avevano: dal significato originario, dal lat. eliminare «allontanare da casa», o meglio, alla lettera, «far uscire fuori dalla soglia di casa», si passa a eliminare «uccidere». Ci sono casi di deterioramento vero e proprio, e casi di indebolimento. Molte parole, come dicevo, hanno oggi un significato meno forte di quello che avevano un tempo: per esempio l’it. mania era in origine un’affezione patologica, nel linguaggio medico significava «follia, delirio»; poi, passando al linguaggio comune, mania è stata applicata a ogni leggero stato anormale, quindi il suo significato si è ammorbidito; la parola conserva la sua forza soltanto nel linguaggio medico, mentre nella lingua usuale la usiamo col senso di «esagerazione» («ha la mania dei motori»).
I passaggi di significato avvengono per metafore successive, non prevedibili e complesse. Della vicenda di una parola in genere riusciamo a fornire un’esposizione approssimata, o spesso troppo scarna. Bisognerebbe invece riuscire sempre a esaminarne compiutamente i gradi successivi, i moti spesso impercettibili dei significati, poterli testimoniare e scalare nel tempo. Avremo modo di riparlarne presto, con opportuni esempi.
articolo di Gian Luigi Beccaria
Tuttolibri, in edicola sabato 02 settembre 2006













