
In tempi di «equivicinanza» e tentativi di equiparare gruppi terroristici e partiti politici, arriva un’iniziativa della Fondazione Magna Carta che con la Summer School 2006 che si apre a Frascati domenica 3 settembre propone una serie di dibattiti e incontri lontani dalla political correctness.
Si annuncia una settimana - questa la durata della manifestazione - all’insegna del “parlar chiaro”. «Cultura è responsabilità, è saper assumere posizioni scomode, non partecipare a discussioni nel salotto buono», spiega Gaetano Quagliariello, presidente di Magna Carta. E nello scomodo va certamente annoverato il film Obsession: Radical Islam’s war against the West, proiettatato per la prima volta in Italia proprio durante l’appuntamento di Frascati. Un documentario acclamato al Worldfest di Houston, al Newport Beach Festival, vincitore del premio come miglior film al Liberty Festival, che però non riesce a trovare un distributore. Il film verrà proiettato da Magna Carta mercoledì 6 settembre, e si annuncia come un’occasione unica per vedere da vicino un’interpretazione nuda e cruda della cultura della Jihad islamica dei suoi esponenti. Fiamma Nirenstein e Alfredo Mantovano presenteranno il film insieme a Robert Wistricht, direttore del Centro internazionale di studi sull’antisemitismo di Gerusalemme. «Il film è una testimonianza sulla cultura dell’odio che si è sviluppata nell’Islam estremo - spiega la Nirenstein - e i temi ci sono proprio tutti: l’antioccidentalismo, l’antiamericanismo, l’antisemitismo e soprattutto la cultura della morte. Il fatto che noi amiamo la vita per loro è un segno di debolezza estrema, perchè l’Islam radicale dichiara di amare la morte. Secondo me, uno dei motivi dell’incapacità dell’Europa di combattere il terrorismo è proprio la mancanza di consapevolezza di quello che dicono i terroristi. Chi parla di integrazione di Hamas dovrebbe vedere questo film. Capirebbe che si tratta di illusioni autodistruttive. Vedere Obsession significa prendere contatto con una realtà paurosa, spiacevole, ma indispensabile da conoscere. C’è una perversione simile al nazismo».
Immagini scomode, si diceva, finora non hanno trovato un distributore, come ha rivelato il regista del film, Wayne Kopping (già autore di Relentless, un film sul fallimento degli accordi di pace di Oslo) durante lo show radiofonico di Rush Limbaugh. Quelle immagini scomode fanno paura, ma l’11 settembre prossimo saranno ugualmente proiettate a Los Angeles, Cleveland e Newport grazie all’inziativa di privati cittadini che hanno organizzato degli screenings.
Immagini e proiezioni che non mancheranno di suscitare plausi e polemiche, con al centro del dibattito - immancabile - l’Iran di Ahmadinejad, o meglio la «crescente minaccia iraniana» secondo le parole di Efraim Imbar, direttore del Begin-Sadat Center for Strategic Studies di Bar-Ilan in Israele.
Per chi volesse guardare in anteprima il film, è possibile trovarlo qui in versione integrale (in inglese, con sottotioli in francese).














“Stiamo ballando sul Titanic”
Comment by Enrica — 19 September 2006 @ 12:18 am
Per informazioni sulle iniziative di Magna carata e del sen. Gaetano Quagliarello
Comment by sergio — 7 April 2008 @ 8:46 pm