Spettacolo, Cronaca e Società, Cultura1 September 2006 5:29 pm

Un film scomodo

In tempi di «equivicinanza» e tentativi di equiparare gruppi terroristici e partiti politici, arriva un’iniziativa della Fondazione Magna Carta che con la Summer School 2006 che si apre a Frascati domenica 3 settembre propone una serie di dibattiti e incontri lontani dalla political correctness.

Si annuncia una settimana - questa la durata della manifestazione - all’insegna del “parlar chiaro”. «Cultura è responsabilità, è saper assumere posizioni scomode, non partecipare a discussioni nel salotto buono», spiega Gaetano Quagliariello, presidente di Magna Carta. E nello scomodo va certamente annoverato il film Obsession: Radical Islam’s war against the West, proiettatato per la prima volta in Italia proprio durante l’appuntamento di Frascati. Un documentario acclamato al Worldfest di Houston, al Newport Beach Festival, vincitore del premio come miglior film al Liberty Festival, che però non riesce a trovare un distributore. Il film verrà proiettato da Magna Carta mercoledì 6 settembre, e si annuncia come un’occasione unica per vedere da vicino un’interpretazione nuda e cruda della cultura della Jihad islamica dei suoi esponenti. Fiamma Nirenstein e Alfredo Mantovano presenteranno il film insieme a Robert Wistricht, direttore del Centro internazionale di studi sull’antisemitismo di Gerusalemme. «Il film è una testimonianza sulla cultura dell’odio che si è sviluppata nell’Islam estremo - spiega la Nirenstein - e i temi ci sono proprio tutti: l’antioccidentalismo, l’antiamericanismo, l’antisemitismo e soprattutto la cultura della morte. Il fatto che noi amiamo la vita per loro è un segno di debolezza estrema, perchè l’Islam radicale dichiara di amare la morte. Secondo me, uno dei motivi dell’incapacità dell’Europa di combattere il terrorismo è proprio la mancanza di consapevolezza di quello che dicono i terroristi. Chi parla di integrazione di Hamas dovrebbe vedere questo film. Capirebbe che si tratta di illusioni autodistruttive. Vedere Obsession significa prendere contatto con una realtà paurosa, spiacevole, ma indispensabile da conoscere. C’è una perversione simile al nazismo».

Immagini scomode, si diceva, finora non hanno trovato un distributore, come ha rivelato il regista del film, Wayne Kopping (già autore di Relentless, un film sul fallimento degli accordi di pace di Oslo) durante lo show radiofonico di Rush Limbaugh. Quelle immagini scomode fanno paura, ma l’11 settembre prossimo saranno ugualmente proiettate a Los Angeles, Cleveland e Newport grazie all’inziativa di privati cittadini che hanno organizzato degli screenings.

Immagini e proiezioni che non mancheranno di suscitare plausi e polemiche, con al centro del dibattito - immancabile - l’Iran di Ahmadinejad, o meglio la «crescente minaccia iraniana» secondo le parole di Efraim Imbar, direttore del Begin-Sadat Center for Strategic Studies di Bar-Ilan in Israele.

Per chi volesse guardare in anteprima il film, è possibile trovarlo qui in versione integrale (in inglese, con sottotioli in francese).

Parole parole 3:56 pm

Perché la mania dei motori non è una malattia

Un giovane liceale di Reggio Calabria, Alessandro Laganà, mi chiede se si possono stabilire delle regole che facciano prevedere come il significato di una parola possa, o meglio debba cambiare. Gli rispondo che non è possibile predisporre a priori delle regole. Il cambiamento non segue percorsi obbligati. Non si possono stabilire i principi generali che regolano la rotta del senso. Al massimo si può osservare che un movimento ricorrente quanto al mutare del significato, consiste nello scivolamento dal concreto all’astratto o viceversa. Oppure osservare che le parole cambiano il significato assecondando un moto di restringimento, di specializzazione del senso. Il verbo it. annegare, fr. noyer, è un restringimento, o meglio una specializzazione del lat. necare «uccidere», ma «per mezzo dell’acqua».

Il movimento va molto spesso verso l’attenuazione, da un significato più forte a un significato più debole. O viceversa. Ci sono parole che assumono un significato più forte di quello che avevano: dal significato originario, dal lat. eliminare «allontanare da casa», o meglio, alla lettera, «far uscire fuori dalla soglia di casa», si passa a eliminare «uccidere». Ci sono casi di deterioramento vero e proprio, e casi di indebolimento. Molte parole, come dicevo, hanno oggi un significato meno forte di quello che avevano un tempo: per esempio l’it. mania era in origine un’affezione patologica, nel linguaggio medico significava «follia, delirio»; poi, passando al linguaggio comune, mania è stata applicata a ogni leggero stato anormale, quindi il suo significato si è ammorbidito; la parola conserva la sua forza soltanto nel linguaggio medico, mentre nella lingua usuale la usiamo col senso di «esagerazione» («ha la mania dei motori»).

I passaggi di significato avvengono per metafore successive, non prevedibili e complesse. Della vicenda di una parola in genere riusciamo a fornire un’esposizione approssimata, o spesso troppo scarna. Bisognerebbe invece riuscire sempre a esaminarne compiutamente i gradi successivi, i moti spesso impercettibili dei significati, poterli testimoniare e scalare nel tempo. Avremo modo di riparlarne presto, con opportuni esempi.

articolo di Gian Luigi Beccaria
Tuttolibri, in edicola sabato 02 settembre 2006

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