Letteratura e libri, Cronaca e Società21 August 2006 6:28 pm

Liberiamo i libri dagli scaffali

Bookcrossing [s. m.] Consuetudine di lasciare libri in luoghi pubblici, affinché siano ritrovati e letti da altre persone (Concise Oxford English Dictionary).

Il BookCrossing è un mega-progetto gratuito di scambio di libri, primo ed unico nel suo genere, nato nel 2001 da un’idea di Ron Hornbaker, che insieme alla moglie Kaori nell’aprile di quell’anno lanciò il sito BookCrossing.com.

Si calcola che oggi nel mondo siano circa 490mila le persone attivamente coinvolte nell’iniziativa, che si prefiggono di rendere il mondo un’unica, enorme libreria. Secondo gli stessi partecipanti, chi fa BookCrossing «è una persona che ama un libro tanto, ma così tanto da preferire lasciarlo andare anziché trattenerlo, cosicché altri lo possano trovare». “Liberazioni” di libri in luoghi e su mezzi pubblici, in attesa che qualcuno raccolga la sfida di una lettura inaspettata.

Sono tre le “regole d’oro” del BookCrossing:

  1. Leggere un buon libro (che non fa mai male).
  2. Registrarlo gratuitamente presso il circuito unico BCID: la registrazione permette di ricevere un numero identificativo per il libro in questione, da trascrivere sulla copertina o sulle pagine o da annotare sulle apposite etichette pronte da stampare e attaccare sul libro.
  3. Liberarlo per farlo leggere a qualcun altro, passandolo ad un amico, lasciandolo sulla panchina del parco, donandolo a chi non ha i mezzi per poterselo comprare, oppure “dimenticandoselo” in un luogo affollato come un pub o una sala studio. Con il BCID sarà possibile seguire gli spostamenti del libro “liberato” in tutto il mondo, attraverso le notifiche di ritrovamento.

Tutto qui, e si entra a far parte di un “club del destino”, che lega i precedenti liberatori ai futuri lettori, che diverrano a loro volta futuri liberatori, in una catena fatta di pezzi di letteratura.

Se la “filosofia” del BookCrossing vi ha incuriosito, e vi sentite pronti a condividere (pardon, liberare!) i vostri libri per il mondo, oppure se semplicemente volete avere maggiori informazioni, consiglio questi due siti italiani: BookCrossing Italy e BookCrossing Italia. Non solo condivisioni, ma anche raduni, incontri e numerose altre iniziative vi aspettano.

Letteratura e libri, Cronaca e Società, Cultura 9:44 am

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La recente rivelazione dello scrittore e Premio Nobel tedesco Günter Grass sulla sua militanza giovanile nelle Waffen-SS, ha sollevato reazioni contrastanti, in Germania come nel resto del mondo. Che proprio uno scrittore noto per il suo impegno a sinistra, indefesso accusatore della barbarie nazista, avesse ceduto da ragazzino al fascino delle SS è una cosa; che non l’abbia mai ammesso fino ad oggi, però, sembra far scalpore.

«E’ la fine di un’istituzione morale» attaccò allora sul Tagesspiegel Walter Kempowski, scrittore originario di Rostock. L’annuncio di Grass «arriva troppo tardi. Anche per Grass vale la massima biblica: “scagli la prima pietra chi è senza peccato”. Sono personalmente deluso». Anche lo storico Michael Wolffsohn, in un pezzo scritto per la Netzzeitung, concordò sul fatto che le rivelazioni dello scrittore premio Nobel per la letteratura fossero arrivate troppo tardi, ammettendo che «resteranno le parole di Grass, non i suoi valori». «Il valore artistico e la sua integrità politica e morale resteranno fuori dubbio anche dopo la sua confessione», concludeva il presidente dell’Akademie der Kuenste di Berlino, Klaus Staeck.

È evidente come anche i peccati si pagano con gli interessi, che come tutti i debiti crescono con il tempo. Il peccato di Günter Grass, di per sé veniale se si considera la terribile situazione dell’epoca e l’età che egli aveva quando l’ha commesso, gli casca oggi addosso come un macigno. Perché Grass non l’abbia detto prima, nessuno può dirlo, csì come nessuno può entrare nella mente altrui, sentenziare cosa oggettivamente - e non soggettivamente - un altro avrebbe dovuto - e non potuto - dire o fare in certe circostanze. Tutto ciò si complica ulteriormente quando entra in gioco l’ombra nazista.

A poche settimane dall’uscita della sua autobiografia (nella quale lo scrittore ha ammesso di essere entrato a 17 anni nell’organizzazione paramilitare delle SS, dopo che la sua richiesta di arruolarsi nella marina era stata respinta per mancanza di posti, giustificando la sua scelta con «la volontà di lasciare la famiglia» e rivelando di aver conosciuto, nel periodo della prigionia, anche un ragazzo «molto cattolico» di nome Joseph, il futuro papa Ratzinger) non sono mancate insinuazioni che la tardiva confessione di Grass fosse legata alla promozione del volume. Appare però quantomeno poco credibile che un Premio Nobel, autore dell’immortale Tamburo di latta, abbia bisogno di espedienti sensazionali per lanciare un libro, come le ragazzine che ostentano prevedibili e comuni trasgressioni sessuali. E se anche così fosse, il prezzo di un record delle vendite si tradurrà - anzi, si è già tradotto - in un danno duraturo, mai più compensabile.

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