Ritratto di un giallista

Sceneggiatore, docente di scrittura creativa alla scuola “Holden” di Alessandro Baricco a Torino e nel carcere ‘Due Palazzi’ a Padova, giornalista, conduttore televisivo. Ma soprattutto scrittore. Carlo Lucarelli si muove nelle tinte del giallo e del nero, o meglio del noir, con un talento straordinario e una curiosità senza limiti. Fu il primo, allora giovane cronista nella Bologna del ‘91 sconvolta dalle venti uccisioni della “Uno bianca”, a pubblicare un romanzo poliziesco, Falange nera, dove ipotizzava che gli assassini potessero essere dei poliziotti. Un paio di anni dopo ne arrestarono sei, dandogli ragione.

Il suo esordio narrativo risale al 1990 con Carta Bianca. Insieme a L’estate torbida e Via delle oche (vincitore del Premio Mistery), pubblicati tutti da Sellerio, forma una trilogia giallo-storica che ha per protagonista il commissario De Luca, trentenne antieroe, fragile, malatticcio e onesto, entrato nella polizia nel 1928 e danneggiato dal crollo del fascismo, rimosso dall’incarico alla fine della guerra e ingiustamente accusato di avere avuto simpatie per il regime.

Il grande successo gli arriva nel 1997 con Almost Blue, pubblicato nella collana “Stile libero” dell’Einaudi, diventato in breve tempo un vero e proprio cult-book. Nel romanzo ripropone, com’è spesso sua abitudine, i suoi personaggi prediletti. È il caso dell’energica e astuta ispettrice Grazia Negro, già protagonista insieme al commissario Romeo delle avventure di Lupo Mannaro (1994), e unica eroina del romanzo successivo Giorno dopo l’altro (2000), considerato da molti il suo capolavoro. Nel 2000 da Almost Blue è stato tratto un film, molto apprezzato dalla critica e dal pubblico.

Bologna, di nuovo Bologna. Eppure Lucarelli è nato a Parma, nel 1960. Nel capoluogo emiliano, Carlo Lucarelli ambienta le indagini del sovrintendente Marco Coliandro, bello, simpatico, e politicamente scorretto. Un «porco sfigato», come lo definisce lo stesso autore, che «dice un sacco di parolacce, e agli extracomunitari con figli a carico che gli chiedono soldi ai semafori, consiglia di limitare l’attività sessuale. Ma non lo dice con questo giro di parole, va dritto al concetto». Dimenticatevi Montalbano, questo è una antieroe d’altro stampo: Coliandro non risponde male. Coliando sta zitto e incassa i colpi. Montalbano è un antieroe che non sopporta le gerarchie, ma è pieno di pregi, sa quello che deve fare. Coliandro no. È onesto e fa tenerezza, è sfigato con le donne. Ce ne sono quattro nella sua vita, e puntualmente si accorgono che non è l’uomo per loro. A partire da Nikita (1991), contenuto in I delitti del Gruppo 13, il sovrintendente farà la sua apparizione nei successivi Falange armata (1993) e Il giorno del lupo (1994), ma anche nel fumetto omonimo disegnato da Onofrio Catacchio. Ed ora è in uscita un serial per la RAI.

Carlo Lucarelli è anche membro della sezione italiana dell’AIEP (Association International Escritor de Poliziaco), fondata da Paco Ignazio Taibo II e dell’Associazione Scrittori Bologna, e ha fondato il “Gruppo 13″, che riunisce i giallisti emiliano-romagnoli. Il gruppo non ha statuto, né cariche. Gli scrittori che ne fanno parte pubblicano per differenti case editrici e si cimentano, con risultati eccellenti, con tutte le categorie del genere, dal noir al poliziesco storico, alla spy story, alla crime story, alla detective story, al giallo umoristico, all’hard-boiled, al nero metropolitano, al legal thriller e al serial killer story.

Non solo romanzi, ma anche vari ritorni alla cronaca. Lucarelli ha gestito la conduzione della fortunata trasmissione televisiva sui delitti italiani irrisolti, “Mistero in blu”, poi diventata “Blu notte”, per RAI TRE (in uscita nelle edicole in DVD). Più recente l’incontro con il canale satellitare FoxCrime, da cui è nata “Le chiavi del mistero”, una produzione originale Fox International Channels Italia, quindici pillole di filosofia della suspense. In un’ambientazione ambigua e cupa, come il mistero che nasconde, Carlo Lucarelli ci indica la via per accedere alla matrice più profonda del racconto giallo: come fosse un elaborato piatto, ci svela i segreti dei grandi chef del genere. Partendo da un punto fermo: ogni giallo che si rispetti ha un mistero. «E per essere veramente tale, un mistero deve avere alcune caratteristiche. Per prima cosa deve essere inquietante e insoluto, ma non insolubile, perché i misteri che non hanno soluzione appartengono alla filosofia. Il mistero deve essere coinvolgente, deve riguardare anche il lettore-telespettatore, toccare le sue corde più intime. Infine, per essere perfetto, deve essere imperdonabile. Significa che né lo scrittore, né il personaggio, né il lettore-telespettatore deve poter perdonare al mistero di esistere».

Ancora, il Lucarelli sceneggiatore ha collaborato al film “Nonhosonno” di Dario Argento e ha scritto testi per fumetti e soggetti per videoclip musicali con i maggiori cantanti italiani (l’ultimo, per Vasco Rossi, ha avuto la regia di Roman Polansky).

Tempo libero? Un’altro mistero. Intanto canta in un gruppo post-punk, i Progetto K.