Un viaggio nell'evoluzione interiore di un prete, ta vocazione e sessualità

«Questo libro è il viaggio dentro un’anima alta, messa a dura prova da un destino difficile. Si legge d’un fiato, e col cuore in gola, perché chi parla è una persona speciale, vera e vivente, che magari abbiamo mille volte incontrato e salutato di sfuggita. Ogni uomo è un abisso, e il protagonista di questa confessione, in quel buio, cerca disperatamente un filo di luce» [prefazione di Vincenzo Cerami]

Dalla decisione di un sacerdote di raccontare la sua storia nasce questo libro di Marco Politi, stimato vaticanista di “Repubblica”, che svela una delle realtà nascoste della Chiesa cattolica. Ciò che colpisce non è tanto il tema, già più volte portato in cronaca, quanto piuttosto il modo di raccontarlo, attraverso una testimonianza diretta di un prete italiano che scopre la sua omosessualità e decide di viverla con tutte le drammatiche contraddizioni che inevitabilmente ciò comporta riguardo la sua condizione sociale e le sue convinzioni morali.

«Ho conosciuto il reverendo in un pomeriggio di giugno - scrive l’autore - Era timido e riservato, cauto nel parlare. Ci sedemmo ai lati opposti di un tavolo e cominciammo lo scambio di domande e risposte. Il tavolo era barriera e ponte. Tutti e due sapevamo che l’argomento era delicato. Si trattava di raccontare e di ascoltare l’innominabile».

Il libro è soprattutto un viaggio nell’evoluzione interiore di un prete, attraverso le sofferenze di un uomo lacerato tra la sua vocazione sacerdotale, una totalizzante promessa a Dio e la sua sessualità, che attraverso un lungo travaglio fatto di ricerca di perdono, allontanamento dalla vita sacerdotale e lento quanto inevitabile ritorno a quella che profondamente egli sente essere la sua vocazione, ci svela la scoperta di un Padre divino dolcissimo e misericordioso, di cui il sacerdote gay si sente il figliol prodigo, conscio dei suoi limiti e della sua debolezza, amato nonostante i suoi limiti, la sua piccolezza, perchè è Dio, non l’Uomo ad essere forte: «Quando sono debole è allora che sono forte».

«Ho raccontato cose che non avevo mai confidato a nessuno», rivela il religioso. «Ho rivisitato la mia storia in profondità. Ho voluto fare i conti con la vita, le sue difficoltà, le sue sofferenze. E’ stato per capire meglio e per ringraziare Dio dei suoi doni. La mia sfida è sempre stata di arrivare ad un equilibrio, arrivare ad integrare la dimensione della mia omosessualità con il mio essere cristiano e anche prete. L’esperienza dell’innamoramento ha segnato la mia esistenza. Amare e sentirsi amato è l’esperienza più grande. Credo sia essenziale per la maturazione di una persona. Anche per chi vuole vivere una vita consacrata, celibataria. Se non hai amato profondamente - anche umanamente , concretamente - un altro essere, se non hai dato tutta la tua affettività, tutto il tuo cuore, se non hai provato l’esperienza piena di essere amato, è difficile avere la dilatazione di cuore necessaria per vivere l’amore anche a livello spirituale, di fede. C’è voluto del tempo per ammettere davanti a me stesso che potevo essere omosessuale, praticare relazioni omosessuali e allo stesso tempo non sentirmi fuori posto celebrando messa e amministrando i sacramenti». Una confessione, quella del sacerdote, per dire che «la tendenza omosessuale non mi ha impedito di essere un buon prete», e che si spinge fino alla sua critica ad una Chiesa che «non deve giudicare», ma «ammettere che l’omosessualità può essere un elemento positivo, voluto bene da Dio e non maledetto».

Tra le pagine emerge con prepotenza la storia di un uomo, ancor prima che di un prete, nato al Nord in una famiglia di cattolici, un fratello maggiore anch’egli sacerdote. A 12 anni entra in seminario con entusiasmo, sostenuto dalla famiglia nella scelta. Poi la scoperta della propria natura omosessuale durante un viaggio con un altro prete di nome Peter. «Pregavo gridando rivolto al Signore. Mi era solo chiaro il mio abisso di contraddizioni», ricorda il sacerdote, che da allora si incammina sul difficile e pericoloso sentiero di una doppia vita, di giorno la cura d’anime e la sera le uscite notturne. Cerca di conciliare sessualità e celibato, va incontro a esperienze che lo segnano, fino all’innamoramento.

La genesi del libro risale agli anni Novanta, e ora vede la pubblicazione con Mondadori. La percentuale di gay nel clero, annota Politi, è stimata tra il 5 e il 10 per cento. Da qualche anno è nata in Italia una rete di preti omosessuali «un mutuo soccorso, quasi catacombale, per aiutarsi, per stare insieme, per riflettere». La rete è diffusa soprattutto al Nord, mentre stantano ad affermarsi propaggini nell’Italia meridionale.

Marco Politi, IO, PRETE GAY
Ed. Mondadori, 2006 - 168 pagine
Prezzo di copertina: € 8,40