Si fa presto a dire Ferragosto

Ferragosto, oggi sinonimo di vacanze, ferie e festività religiose, affonda le sue radici in una storia che va ben al di là di quella dei luoghi di villeggiatura.
Il mese di agosto era il capodanno per gli antichi Egizi, lo è tuttora per i Copti egiziani, lo fu per i greci che lo dedicarono ad Athena. I celti dedicavano il primo giorno d’agosto a Lug, dio della luce e della resurrezione, tematiche che ritornano anche nella tradizione dell’antica Roma, dove però le festività connesse a quello che sarebbe diventato il Ferragosto si protraevano dal 12 al 23 del mese. Il 12 si festeggiava Ercole Invitto, o Trionfatore, due anticipazioni di San Lorenzo, due miti per parlare delle stelle cadenti che illuminano la notte e trionfano sulle tenebre. Il 13, sempre a Roma, si festeggiava Diana Aventina. Servi e padroni si recavano insieme al tempio sull’Aventino e poi nei boschi per pic-nic ante litteram. Nello stesso giorno si festeggiava anche il dio Vortumno, colui che faceva maturare i frutti. Il 17 si festeggiava Portuno, il dio dei porti e delle porte, contemporaneamente a Giano, il dio che guarda al passato e al futuro, il 19 le Vinali Rustiche dedicate a Venere, il 21 era dedicato a Conso, il dio dei raccolti, il 23 a Openconsiva, l’abbondanza agricola.
Fino al 18 a.C., ma alcuni storici danno come data il 21 a.C., questo fu il calendario romano, finché Augusto, colui che avrebbe fatto la fortuna dei lidi estivi, decise di riunire tutti i festeggiamenti alle calende del mese sestile - agosto, appunto, dato che l’inizio dell’anno coincideva con marzo - che furono chiamare feriae Augusti, le feste di Augusto, da cui il nostro Ferragosto.
Athena in Grecia, Diana a Roma, Atargatis in Siria, conosciuta come dea Siria anche nel mondo greco romano e considerata protettrice della fertilità e dei lavori dei campi, il Ferragosto d’Oriente e d’Occidente sembra da sempre legato a festeggiare una Grande Madre, fino a quella che le avrebbe soppiantate tutte, Maria, madre del Dio fattosi uomo.
Ma come si è arrivati all’Assunta? Il culto mariano, prima di allora piuttosto limitato, inizia a diffondersi tra il IV e la fine del V secolo. A Gerusalemme si inizò a celebrare la festa dell’Assunzione all’inizio del VI secolo, nella chiesa costruita da Eudossia sui Getsemani, dove si narrava che Maria fosse stata sepolta, perciò defunta e non assunta in cielo. L’imperatore Maurizio ordinò poi che la celebrazione venisse estesa a tutto l’Impero, e attorno all’anno Mille la si ritrova come ricorrenza nella quale si osserva il riposo. Chiamata “Transito” o “Dormizione”, non era ancora ben chiaro di cosa si trattasse: in qualche caso si parlava del corpo della Vergine come incorrotto, ma dunque ancora in terra, in altri di corpo avvolto dalla luce e assunto in cielo dagli angeli. Morta o addormentata? Il dibattito continuò per secoli, e non tardarono a formarsi partiti e fronde di favoreli e contrari all’assunzione, e si moltiplicarono le petizioni popolari perché fosse proclamato quello che diverrà un dogma della fede cristiana.
Nel 1950, dopo quattro anni di consultazioni, Pio XII confermò quel dogma, indicando che l’Assunzione è un fatto divinamente rivelato, che si fonda sull’insieme delle indicazioni desunte dalla tradizione e dalle fede universale dei devoti, sicuro indice dell’intervento dello Spirito Santo.
Quanto alla collocazione al centro del mese di agosto, si seguì la solita prassi: sostituire le feste pagane con feste cristiane, per rendere più facili - e possibilmente indolori - le conversioni di popolazioni, in particolare d’origine germanica. Nulla di nuovo o di cui scandalizzarsi: tutte le feste religiose cristiane - anche le più famose, come il Natale o la Pasqua - sono sovrapposte alle antiche ricorrenze pagane. A questo scopo, molto spesso, gli stessi santi cristiani in esse celebrati vennero dotati di attributi/poteri (miracoli, benedizioni, protezioni, ecc.) affini a quelli degli dei che li precedevano, attributi poi entrati nel culto popolare tradizionale.
In Europa, l’Assunzione ha una grande eco soprattuto in Spagna, dove le feste durano una settimana, ma anche in Italia, dove si può dire non ci sia metropoli, città o paesino che non abbia la sua tradizione.
Che dire, buon feriae Augusti (o Ferragosto o Assunzione) a tutti!
Nell’immagine: Giovanni Boldini, Assunzione













