E anche Ahmadinejad si fa il suo

Politici, cantanti, giornalisti, fustigatori ma soprattutto comuni cittadini. Sono in tanti quelli che hanno deciso di creare un proprio blog come mezzo di comunicazione. Gratuiti e facili da usare, i blog stanno riscontrando, a meno di dieci anni dalla loro nascita, un vero e proprio boom. Si stima che ogni giorno, nel mondo, ne vengano creati 175mila: 7.200 ogni ora, oltre 2 blog al secondo.

Nel mondo, rileva il motore di ricerca Technorati, che misura periodicamente l’evoluzione della blogsfera, sono stati recensiti a luglio 50 milioni di blog. E tra messaggi e commenti, si calcola ne vengano inviati 1,6 milioni al giorno (18,6 ogni secondo), contro i meno di 500.000 di due anni fa. La lingua più parlata nel blogsfera è l’inglese (39%) che ha da poco superato il giapponese (31%). Dietro al terzo posto cinese (12%), si attestano lo spagnolo (3%), l’italiano, il francese, il portoghese, il russo (tutti al 2%).

E dopo VIP e uomini della strada, ad essere contagiato dalla “blog mania” c’è anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, noto intregralista anti-occidentale, che ha però deciso di aprire un suo blog all’indirizzo ahmadinejad.ir. Il sito è disponibile in quattro lingue (farsi, arabo, inglese e francese), e per riempire le pagine del suo diario online l’iranico presidente ha deciso di cominciare con il raccontare la sua vita, partendo dall’infanzia. «Nell’era in cui la nobiltà era un prestigio e vivere in una città la perfezione, io sono nato in una famiglia povera in un remoto villaggio di Garmsar, a circa 90 km da Teheran», si legge nelle prime righe.

Per il momento l’autobiografia del presidente si ferma al 1988. Ahmadinejad rinvia i suoi lettori ad un prossimo futuro, quando avrà del tempo libero per continuare la sua storia. Il presidente deve aver scoperto però di essere un po’ prolisso nella scrittura, perché saluta scrivendo: «da ora in avanti cercherò di scrivere in modo più breve e più semplice».

Il presidente iraniano censore di numerosi siti web, tra cui numerosi blog rei di protestare contro le sue politiche, usa adesso questo strumento tecnologico che le massime autorità religiose deplorano. Tra la comunità dei blogger iraniani c’è curiosità, ma anche molto sano scetticismo.