Spettacolo, Tra il serio e il faceto6 August 2006 2:08 pm

Dopo i misteri di Dan Brown, quelli di Cesara (Buonamici)

Che molto spesso un tormentone non è altro che un tormento molto grosso, lo sapevo. Che è l’estate la stagione in cui i tormentoni spuntano come funghi sotto gli ombrelloni, anche. E che ogni tormentone, passata la buriana, svanisce come non fosse mai esistito, pure. Ma che il tormentone dell’estate 2006, il dubbio amletico degli italiani già impegnati con i misteri del Codice da Vinci, fosse l’occhio destro della Buonamici, questo, lo ammetto, non me lo aspettavo. Né mi aspettavo di ricevere una e-mail, che chiedeva lumi, a me, come fossi - e non lo sono - un frequentatore delle cene di casa Buonamici, tra prefetti e capi di Stato maggiore. Ma, perché non si dica che questo blog è culturalmente snob e considerato che la cosa aveva incuriosito anche me (lo confesso e me ne pento) tanto da saperne la ragione, ne faccio un post, non foss’altro che per rimpolpare la scarna sezione dedicata al faceto.

Cesara Buonamici, conduttrice dell’edizione serale del TG5 e una delle poche superstiti tra le mezzebuste italiane, già famosa per il suo look, comprensivo di collane tigrate e chioma vaporosa, da qualche mese interroga l’attento telespettatore italiano con un’inedita mezza paralisi facciale, che - senza entrare in particolari - le deforma l’occhio destro in maniera più che evidente.

Tra le ipotesi più gettonate e maliziose stavano un auto-botox finito male, modello Lecciso bionda, o un lifting da KO. Ma a dipanare la matassa estiva e a rassicurare i telespettatori in avanzata fase di insonnia ansiosa, è scesa in campo la stessa protagonista, che ha affidato ad un comunicato stampa la verità: nevralgia del trigemino, con conseguente assunzione di anestetici, che le hanno bloccato temporaneamente la faccia.

«Ringrazio di cuore tutti coloro che si sono preoccupati per me», ha dichiarato la telegiornalista al TgCom, «ma davvero non c’è motivo per cui stare in ansia. Prevedo di tornare in forma in breve tempo». Per poter condurre il TG5, la signora Buonamici, facendo invidia allo Stakanov di staliniana memoria, si è pertanto dovuta imbottire di anestetico ed è apparsa in TV meno ruspante del solito.

La sindrome del trigemino è considerata una delle malattie più dolorose che esistano, ed è significativamente denominata tic douloureux. Per gli interessati, sappiasi che colpisce il quinto nervo cranico (il trigemino, appunto) e causa episodi di dolore intenso e bruciante nelle aree della faccia dove si irradia il nervo. Il malanno è più frequente dopo i 40 anni di età e si acuisce con i cambi di stagione.

Si tranquillizzino quindi i fan e chi già la vedeva con la bandana all’occhio e un pappagallo sulla spalla. Questione di tempo. O almeno questa è la versione ufficiale. E il mistero da ombrellone si infittisce.

Spettacolo, Letteratura e libri 1:50 pm

Regione per regione, le location cinematografiche

Fino ad oggi le principali opere di documentazione cinematografica erano costituite dai “dizionari del cinema”, con lo scopo di fornire rapidamente informazioni su un film e sulle principali correnti cinematografiche, dal cinema muto delle origini al Neorealismo e oltre. Come molte altre opere cartacee dello stesso genere, enciclopedie ed atlanti per esempio, anche questi dizionari sono stati superati in corsa dalla Rete, dove sono accessibili gratuitamente archivi di dati estremamente completi e molto spesso più che validi. Appare quindi ovvio come oggi sia l’originalità della singola opera a dare il valore aggiunto ad un archivio cartaceo.

Un approccio certamente interessante, e finora inedito in Italia, è quello proposto da Giuseppe Papasso nel “Dizionario del cinema” della Spot Italia, in cui i film sono per la prima volta catalogati in base alle regioni d’Italia in cui sono ambientati o furono girati. Un’opera che, in tempo di vacanze, va al di là delle “mappe delle ville dei vip” americane, e si configura come una vera e propria - e ben più interessante - guida turistica del cinema italiano.

Per ogni film - dal muto ad oggi, ma anche produzioni per la TV e fiction, documentari e cinegiornali - l’autore riporta infatti, oltre alle classiche scheda tecnica e trama, anche le note di regia, la critica e soprattutto le location, divise per regioni. Presenti anche biografie dei personaggi legati alla regione trattata, attori, registi, sceneggiatori, direttori della fotografia, operatori, costumisti, produttori, musicisti, ecc. L’appendice ricostruisce in modo approfondito ed argomentato la cronologia, la storia delle sale cinematografiche italiane, le leggi regionali sul cinema e tante curiosità.

Giuseppe Papasso, documentarista e autore di saggi e volumi monografici, è personaggio ben noto nell’ambiente cinematografico italiano. Inizia la sua attività come regista di spot pubblicitari, fino all’esordio nel 1987 con il documentario “Berlino: il muro della vergogna”. Realizza poi per la RAI programmi sul cinema: ha curato, tra l’altro, “Film & Stelle” con Anita Ekberg, Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli e Marisa Allasio.

L’opera comprende 11 volumi, ognuno dedicato ad una/due regioni. Ad oggi sono stati pubblicati i primi due (Calabria e Puglia/Basilicata), e sta per uscire il terzo, dedicato alla Campania. Non solo carta, però: i volumi contengono infatti anche CD-ROM con foto dai set e locandine.

Una guida alla ricerca della celluloide d’Italia, una mappa del cinema italiano che valorizza soprattuto il rapporto tra cinema, territorio e storia d’Italia, molto spesso sottovalutato, e che certamente non mancherà di attirare l’attenzione di tutti coloro che si interessano veramente di cinema.

"Lightmysite.it promuove il tuo Web Log sui motori di ricerca con Promoblog!© - fai luce sul tuo blog..."


NeroFumo
[ mdi@people.it ]