Professori tremate, le pagelle sono arrivate

Tempo d’estate, di vancanze e di… pagelle. Chiuse le scuole e finite le lezioni universitarie è il tempo di dare i voti, e non solo agli studenti.

Negli atenei italiani accade in veste ufficiale già da diversi anni, dove i professori sono sottoposti a giudizi sul proprio operato. Promossi o bocciati sulla base della puntualità alle lezioni, della capacità espositiva e della disponibilità al dialogo con gli allievi, troppo spesso sottovalutata in veste didattica. Voti per nulla privi di conseguenze, dato che lo stesso Ministero ha obbligato le università alla loro distribuzione agli studenti commisurando i risultati all’assegnazione dei fondi ministeriali stanziati di anno in anno.

Ma ora, con la “complicità” del Web, gli studenti vanno al di là, stilando classifiche in grado di far tremare i prof di mezzo mondo. “Rate my teachers” altro non è che un sito gratuito che consente ad alunni e genitori di esprimere un giudizio sull’operato dei propri docenti. Per far ciò è sufficiente registrarsi e indicare la scuola di appartenenza, e dopo aver individuato il nome del docente da “giudicare” si esprime un voto in una scala da 1 a 10 sulla base del livello di difficoltà delle interrogazioni e degli elaborati svolti in classe, della chiarezza delle spiegazioni e dell’approccio umano nei confronti degli allievi. La media dei voti espressi darà la valutazione globale. Ai migliori e peggiori insegnanti (e scuole) saranno dedicate due speciali classifiche: per i migliori la “Hall of Fame” e per i “rimandati” la “Wall of Shame”.

Sempre dallo stesso sito è anche possibile scaricare una locandina stampabile da affiggere nella bacheca scolastica che dice grosso modo: «La voce degli studenti non può più essere ignorata. RateMyTeachers vuole migliorare il sistema scolastico dando la possibilità agli studenti stessi di apprezzare l’operato dei professori meritevoli e penalizzare quelli che non svolgono bene il proprio lavoro. Sostieni i tuoi diritti e iscriviti al nostro sito».

Operazioni pubblicitaria? Provocazione? I docenti nel frattempo si sono ribellati al sistema, etichettandolo come dannoso, fazioso e spesso anche oltraggioso. Per ora il sito non contempla l’Italia, ed è attivo solo per le scuole di Stati uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e India. Gli italici docenti sono avvisati.