
Il Parlamento ha approvato ieri l’indulto, uno sconto di pena di 3 anni del quale beneficeranno circa 13.000 attuali carcerati. Dal provvedimento di sconto sono esclusi - mi sento di dire per ovvi motivi - i rei di terrorismo, mafia, pedo-pornografia. Ma a festeggiare per il risultato - oltre alla maggioranza dei parlamentari e ai colpevoli di reati minori - sono anche personaggi di ben altra risma, quelli che stanno sul “retro della medaglia” di una norma da più parti ritenuta positiva e necessaria e che, se fatta in maniera più coscienziosa, sarebbe davvero tale.
Tra i beneficiari in campo economico, va certamente ricordato tra gli altri Callisto Tanzi, protagonista del disastroso crack Parmalat, che per 14 miliardi di euro di passivo societario sconterà 6 mesi di carcere. Sempre nell’affare Parmalat, immediatamente fuori anche Fausto Tonna, condannato a 3 anni. Come dimenticare poi i “furbetti del quartierino” (Fiorani, Ricucci - già uscito -, Consorte, Gnutti): la loro pena verrà annullata.
In odor di politica, tra i condannati illustri a cui gioverà l’indulto ci sarà Cesare Previti, legale di Berlusconi e deputato di Forza Italia già condannato a 6 anni, che verrebbe affidato ai servizi sociali per 6 mesi e poi liberato. Pene dimezzate anche per i devastatori politici di corso Buenos Aires a Milano.
Estremamente preoccupanti sono anche gli sconti ai protagonisti della cronaca nera, da Erika de Nardo, che uccise madre e fratello e che uscirà tra un anno, a Mattia, uno dei minorenni che stuprarono e uccisero Desiree Piovanelli, che vedremo in libertà tra pochi mesi. Più vicini alla scarcerazione anche i colpevoli del disastro aereo di Linate e le esimie Vanna Marchi e figlia, che peraltro godono già di sufficiente libertà.
L’approvazione dell’indulto è avvenuta con 245 voti favorevoli, 56 contrari e 6 astenuti. Numeri da record, che mancano a leggi ben più importanti per il bene del Paese, un risultato che il ministro della giustizia Mastella ha dedicato a Giovanni Paolo II, che nel 2002 aveva chiesto a Montecitorio un gesto di clemenza per i detenuti. Che il Papa mirasse alla scarcerazione di corrotti e corruttori politici, truffatori milionari (in euro) e vandali mascherati da ideologi? Difficile da credere. Strumentalizzazione bipartisan? Ben più probabile.
«È un atto eccezionale - ha dichiarato al settimo cielo il ministro - ora si penserà a interventi di tipo strutturale», prevalentamente atti a limare i problemi di sovraffollamento. Peccato però che nella lineare esposizione logica del ministro Mastella, si infili qualcosa di illogico e forse di volutamente taciuto: le decine di carceri inutilizzate sparse per il nostro Bel Paese, probabilmente destinate a rimanere tali negli anni a venire, cattedrali nel deserto in rovina, a far compagnia ad ospedali e case popolari mai entrati in funzione.
Ma sì sa, quando ci sono amici da salvare, il resto è un dettaglio.













