Drogati di videogiochi: dipendenze del 21° secolo

Le dipendenze sono un grave problema d’ordine psicologico: sostanze come alcol e droghe possono distruggere un individuo. Ma non sono le uniche. I terapeuti della clinica Smith and Jones di Amsterdam ne sono convinti: la dipendenza da videogiochi, condizione patologica riconosciuta anche dai SERT italiani, è una malattia, che può essere sconfitta solo con un programma di recupero mirato.
Così, oltre a curare tossicomanie da alcol e altre sostanze, la clinica propone un programma ad hoc per i “malati di videogiochi”. Il servizio offerto dagli specialisti olandesi punta al trattamento dei soggetti che non riescono a staccarsi dallo schermo del proprio computer e che hanno perso di vista la vita reale per rincorrere un’effimera esistenza virtuale: le cure della clinica per ludomani - questo la definizione dei “drogati da videgiochi” - si rivolgono infatti alle persone che arrivano a trascurare la propria vita sociale pur di passare molte ore armati di mouse, tastiera e videogiochi, soprattutto multiplayer online.
Si tratta di un fenomeno che colpisce in larga misura i Paesi orientali, soprattutto Cina e Corea del Sud. Il meccanismo che spinge molte persone ad “affogare” i propri problemi dentro un videogioco, spiega lo psicoterapeuta della clinica, Kerry DeVries, sarebbe lo stesso di chi lo fa dentro un bicchiere d’alcol per fuggire dalla realtà. «E’ molto più facile rifugiarsi dentro un videogioco online», spiega DeVries, «piuttosto che affrontare i problemi della propria esistenza personale, lavorativa e sociale».
Il vero problema insorge quando il videogioco crea il cosiddetto “rinforzo psicologico“: il ludomane trae piacere dal gioco e ogni volta che si trova in situazioni difficili del mondo reale, proprio come spesso accade nelle tossicodipendenze, torna immediatamente al proprio mondo alternativo.
Nel frattempo, mentre il numero di studi medici riguardo a questo “lato oscuro” dell’intrattenimento digitale è sempre più ampio, alcuni paesi stanno già correndo ai ripari, promuovendo, come nel caso della Cina, strategie di prevenzione per tutelare i più giovani.
Dipendenze (ed esagerazioni) del ventunesimo secolo.













