Tutto italiano l'omaggio della tecnologia alla Shoah

Girato con 10 milioni di euro dalla «263 Films» nell’Italia del Nord, tra Milano 2 e il «Raptor Studios» di Busto Arsizio, dal regista Dario Picciau, il nuovo film «Dear Anne» - in cui Anne sarà Anna Frank - suscita già reazioni di grande plauso, soprattutto nella comunità ebraica ma non solo, ottenendo la benedizione dei grandi centri, organismi e musei della cultura ebraica. «Poiché non c’è più Anna Frank e non c’è più la Amsterdam dove era nascosta, degli anni ‘40, vogliamo ricostruirla fedelmente, al millesimo, con le nuove tecniche digitali che in questo momento mi sembrano lo strumento ideale per comunicare - dice l’autore - Non per produrre meraviglia, ma dare un messaggio di ricordo, forse di speranza».

Digital reality, l’uso virtuale dell’immagine reale, è già stato impiegato con ottimi risultati nel film «Polar Express» con Tom Hanks, ma col senno scientifico di due anni trascorsi da allora. Spiega Picciau: «Con la tecnica della motion picture si mettono 72-75 sensori sul volto e sul corpo dell’attore, fissandone i movimenti, ricopiando tutto, dai pori della pelle alle sopracciglia, la struttura ossea e quella molecolare del viso per prendere tutti i dettagli le espressioni possibili. Quindi si registra tutto con una camera a raggi infrarossi, così trasferendo la realtà nel computer con tecnica digitale».

E ad essere riprodotte non saranno solo le persone, ma anche i luoghi, gli oggetti, i paesaggi della città che si vedranno mentre la ragazzina ebrea è segregata. «Tutto sarà uguale a com’era allora, anche la soffitta, anche le strade di Amsterdam», spiega lo sceneggiatore Roberto Malini.

Tecnologia all’avanguardia, ma al servizio di un ideale morale. «Vogliamo un pubblico di giovani, che impari il valore positivo della memoria - continua Malini - non solo un film di effetti speciali. Abbiamo fatto una lunga e meticolosa ricerca storica con immagini, documenti, testimonianze: sarà come un museo in movimento pieno di citazioni visive. L’idea non è quella del remake del Diario, ma di iniziare la storia di Anna oggi in America, a cavallo tra due mondi con una ragazza malata di leucemia che si chiama Emily ed è fatta sulle fattezze della poetessa Dickinson. Col regalo del “Diario” fa un viaggio fantasy e le due giovani si incrociano nei loro infelici destini, poi si torna nel reale».

E non sarà solo Anna Frank la protagonista digitalizzata di un film che è la storia di incontri mai avvenuti, di Anna Frank, di Emily Dickinson e anche di Oskar Schindler, Helga Deen, Sissel Vogelmann.

L’uscita del film, dopo due anni di lavoro di gruppo, è prevista per l’aprile 2007 contemporaneamente in molte capitali della Shoah. Per ora è diponibile un trailer dai contenuti tecnologici già altissimi ma che ancora, come dichiara Picciau, non sono l’espressione definitiva della qualità di rendering raggiunta nella lavorazione.