Le facezie di Leonardo

Leonardo da Vinci è innegabilmente il più grande genio dell’arte e della scienza che l’uomo conobba. Molti però forse non sanno che anche il grande di Vinci aveva i suoi punti deboli: per la mancanza di studi adeguati, infatti, non riuscì mai a diventare un letterato, la sua ortografia era assolutamente “personale” e la sintassi alquanto contorta.

E Leonardo non era neppure quel tetro uomo, tutto intrighi e segreti inconfessabili, che ha voluto dipingere Dan Brown nel suo libro, rielaborazione in chiave romanzesca di storie e leggende nate e circolate in epoche ben precedenti alla nostra.

Ne è un esempio la raccolta di aforismi, profezie, indovinelli, barzellette spinte e facezie varie, scritta cinque secoli fa ma ancora di estrema attualità, non destinata alla pubblicazione ma ad uso (e divertimento) personale. Ecco alcuni esempi dell’umorismo di Leonardo:

Due viandanti nella notte. Due camminando di notte per dubbiosa via, quello dinanzi fece gran strepido col culo; e disse l’altro compagno: «Or veggo io ch’i son da te amato». «Come?» disse l’altro. Quel rispose: «Tu mi porgi la correggia perch’io non caggia, né mi perda da te».

Gli occhi dallo strano colore - La stessa. Uno disse a un altro: «Tu hai tutti li occhi mutati in istran colore». Quello li rispose: «Egli è perché i mia occhi veggono il tuo viso strano».

Il prete e il pittore. Andando un prete per la sua parrocchia il sabato santo, dando, com’è usanza, l’acqua benedetta per le case, capitò nella stanza d’un pittore, dove spargendo essa acqua sopra alcuna sua pittura, esso pittore, voltosi indirieto alquanto scrucciato , disse, perché facessi tale spargimento sopra le sue pitture.
Allora il prete disse essere così usanza, e ch’ era suo debito il fare così e che faceva bene, e chi fa bene debbe aspettare bene e meglio, che così promettea Dio, e che d’ogni bene, che si faceva in terra, se n’arebbe di sopra per ogni un cento. Allora il pittore, aspettato ch’elli uscissi fori, se li fece di sopra alla finestra, e gittò un gran secchione d’acqua addosso a esso prete, dicendo: «Ecco che di sopra ti viene per ogni un cento, come tu dicesti che accaderebbe nel bene, che mi facevi colla tua acqua santa, colla quale m’hai guasto mezze le mie pittura».

Per la raccolta completa vi rimando a due fonti: la sezione del sito IntraText che riporta integralmente quest’opera, oppure, per chi volesse conservare gli scritti in biblioteca, ad una delle numerose edizioni in circolazione.

Nella foto: Leonardo da Vinci - Caricature (Codice Trivulziano), 1487-1490